La Legge di Bilancio 2026 ha reintrodotto l’iperammortamento: le imprese che investono in beni strumentali e in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili possono dedurre dalle tasse molto più di quanto hanno speso. Per il fotovoltaico aziendale è oggi l’incentivo più conveniente.
Come funziona
Il costo dell’impianto viene “maggiorato” ai fini fiscali, cioè si ammortizza come se fosse più alto:
- +180% per la quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro;
- +100% tra 2,5 e 10 milioni;
- +50% tra 10 e 20 milioni.
Esempio: un impianto da 300.000 € genera una maggiorazione di 540.000 €. Con l’IRES al 24% significa circa 130.000 € di tasse in meno, oltre il 43% dell’investimento, ripartiti negli anni di ammortamento.
I requisiti per il fotovoltaico
- impianto destinato all’autoconsumo, con produzione non superiore al 105% del fabbisogno medio annuo della struttura;
- moduli fotovoltaici prodotti nell’Unione Europea con celle ad alta efficienza;
- investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con le comunicazioni previste sulla piattaforma del GSE.
Cosa conviene fare adesso
Le scadenze sono lontane solo sulla carta: tra progetto, pratiche di connessione e fornitura dei moduli europei servono diversi mesi. Il primo passo è capire quanto fotovoltaico serve davvero all’azienda, partendo dai consumi reali, così da restare entro il limite del 105% e sfruttare al massimo la maggiorazione. Calcola in un minuto la stima per la tua azienda →
Informazioni aggiornate alla data di pubblicazione (L. 199/2025 e decreto attuativo). Il beneficio effettivo dipende dalla situazione fiscale dell’impresa: verifica sempre con il tuo consulente.
