La Nuova Sabatini è l’agevolazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che aiuta le PMI a comprare macchinari, impianti e attrezzature nuovi con un finanziamento bancario o un leasing. La Legge di Bilancio 2026 l’ha rifinanziata con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027 e lo sportello è aperto: a metà settembre 2026 risultavano disponibili circa 1,2 miliardi di euro.
Per gli investimenti “green”, cioè a basso impatto ambientale, il contributo è più alto. Ed è qui che entra in gioco il fotovoltaico aziendale.
Come funziona il contributo
L’impresa ottiene da una banca o da una società di leasing un finanziamento tra 20.000 € e 4 milioni di euro, della durata massima di 5 anni. Il Ministero riconosce un contributo pari agli interessi calcolati su un piano convenzionale a 5 anni:
- 2,75% annuo per gli investimenti ordinari;
- 3,575% annuo per gli investimenti green e per quelli 4.0.
Esempio: su un finanziamento di 300.000 € il contributo vale circa 30.000 € con la linea green, contro circa 23.000 € con quella ordinaria. In pratica circa il 10% dell’investimento, di norma erogato in un’unica soluzione. Il finanziamento può inoltre essere assistito dalla garanzia del Fondo di Garanzia PMI fino all’80%.
Il fotovoltaico rientra?
Sì, ma con regole precise che è bene conoscere prima di partire:
- per le imprese che non producono energia (o non agricole) l’impianto fotovoltaico non può essere l’unico bene: deve far parte di un programma di investimento organico e funzionale all’attività, ad esempio insieme a nuovi macchinari, a un sistema di accumulo o a un sistema di monitoraggio dei consumi;
- sono esclusi gli impianti a terra (infissi al suolo): l’impianto tipico è quello su copertura o pensilina, al servizio dello stabilimento;
- i beni devono essere nuovi di fabbrica e classificabili in bilancio tra impianti e macchinari o attrezzature.
Cosa serve per la linea “green”
Per ottenere il tasso maggiorato l’investimento deve migliorare la sostenibilità ambientale di prodotti o processi e va dimostrato in uno dei due modi previsti:
- certificazione di processo: l’impresa possiede una certificazione ambientale riconosciuta a livello europeo (ad esempio ISO 14001 o EMAS);
- certificazione di prodotto: ciascun bene acquistato è accompagnato da certificazioni o autodichiarazioni ambientali, documentate dal fornitore.
Gli errori da evitare
- non firmare ordini né versare acconti prima della domanda: l’investimento deve partire dopo la presentazione della richiesta alla banca o al leasing, altrimenti non è agevolabile;
- completare l’investimento entro 12 mesi dalla stipula del finanziamento;
- riportare il CUP (Codice Unico di Progetto) su tutte le fatture;
- non vendere né dismettere i beni nei 3 anni successivi.
Lo sportello resta aperto fino a esaurimento delle risorse, senza click day: le domande sono valutate in ordine di arrivo.
Si può sommare ad altri incentivi?
In generale sì: la Nuova Sabatini si può affiancare all’iperammortamento 2026 e, nel Mezzogiorno, al credito d’imposta ZES Unica, nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste (per le PMI di norma 10-20% a seconda della dimensione). La combinazione giusta dipende dal progetto e dalla situazione fiscale dell’impresa: per avere il quadro completo leggi anche gli incentivi 2026 in 4 punti.
Da dove partire
Il passo decisivo è impostare bene il programma di investimento: dimensionare il fotovoltaico sui consumi reali, valutare accumulo e monitoraggio e preparare la documentazione tecnica per la linea green prima di firmare qualsiasi ordine. Parti dai tuoi consumi con lo studio di fattibilità gratuito →
Informazioni aggiornate alla data di pubblicazione (fonti: MIMIT, scheda e FAQ “Beni strumentali – Nuova Sabatini”; Legge di Bilancio 2026). Il contributo effettivo dipende dal piano di finanziamento e dai requisiti dell’impresa: verifica sempre con la tua banca e il tuo consulente.
